Home MONDO MOTOCROSS MXGP Dave Thorpe – la voce della storia del motocross guarda al futuro

Dave Thorpe – la voce della storia del motocross guarda al futuro

Dave Thorpe è una delle vere leggende del motocross mondiale. Tre volte Campione del Mondo 500cc negli anni Ottanta e oggi ancora attivo come team owner nel Regno Unito, l’icona britannica continua a vivere il motocross con la stessa passione di sempre, guardando con grande interesse all’avvio della stagione 2026.

Storico uomo Honda – i suoi tre titoli iridati arrivarono proprio con HRC – Thorpe osserva con curiosità il futuro della Casa dell’Ala Dorata, in particolare il potenziale di Jeffrey Herlings sulla moto giapponese. Per l’ex campione, il 2026 ha tutte le carte in regola per essere una stagione di altissimo livello, paragonabile alle migliori ere del motocross Grand Prix.

Ma Thorpe non dimentica mai la storia del suo sport e le figure che lo hanno reso grande: dai rivali di un tempo come Eric Geboers, ai protagonisti attuali, fino a colui che viene considerato il più grande promotore di sempre, Giuseppe Luongo.

Stagione 2026: un campionato da sogno

Secondo Thorpe, il prossimo mondiale MXGP promette uno spettacolo senza precedenti:
«Sulla carta non c’è alcun motivo per cui questa stagione non possa essere all’altezza di qualsiasi altra era. Ci sono tantissimi campioni del mondo in pista, molti giovani talenti che arrivano dalla MX2 con grandi risultati e piloti affermati come Romain, che ha dimostrato di meritare pienamente il titolo mondiale. Il talento è enorme e la profondità del gruppo è impressionante. Il 2026 sarà incredibile».

Un mix di esperienza, giovani “gun” emergenti e campioni affermati che, secondo la leggenda britannica, renderà il campionato uno dei più competitivi di sempre.

La rivalità e l’amicizia con Eric Geboers

Parlando del suo storico rivale Eric Geboers, Thorpe mette in luce un aspetto spesso poco visibile al grande pubblico: il rispetto e la collaborazione all’interno di un team.
«Eric ed io avevamo praticamente la stessa età, lui era solo un mese più grande. Andavamo molto d’accordo e credo che quando corri in squadra sia fondamentale capirsi e rispettarsi. Si dice che bisogna tenere i nemici vicini, ma noi eravamo grandi amici. Ho imparato molto da lui e sono sicuro che anche lui abbia preso qualcosa da me. Essere compagni di squadra significa aiutarsi a crescere e a fare il salto di qualità».

Un parallelismo che Thorpe vede anche nel presente, pensando a possibili dinamiche future tra campioni come Jeffrey Herlings e Tom Vialle, convinto che la convivenza in squadra possa diventare un valore aggiunto.

L’ammirazione per Giuseppe Luongo

Parole di grande stima anche per Giuseppe Luongo, recentemente ritiratosi dal ruolo di promotore del Mondiale MXGP:
«Provo una grande ammirazione per Giuseppe. Il suo percorso non è stato facile: partendo da dove ha iniziato, arrivare a creare quello che oggi è il vertice del motocross mondiale è qualcosa che può solo impressionare. Ha fatto un lavoro straordinario».

Thorpe sottolinea anche come, in una posizione così esposta, sia impossibile accontentare tutti:
«Quando sei a quel livello, qualcuno cercherà sempre di criticarti, fa parte della natura umana. A livello personale, però, Giuseppe è sempre stato gentile e rispettoso con me, e per questo non posso che stimarlo. Non tutti amano la direzione attuale del motocross, ma credo che l’attesa e l’entusiasmo per il 2026 in MXGP siano condivisi da tutti».

Ph: Mxgp