Quando nel paddock MXGP hanno iniziato a circolare le prime voci su un possibile passaggio di Jeffrey Herlings al team Honda HRC ufficiale per il 2026, l’entusiasmo è stato immediato. Non poteva essere altrimenti: HRC rappresenta da sempre uno dei riferimenti assoluti del mondiale motocross, sinonimo di professionalità estrema, organizzazione impeccabile e investimenti importanti, sostenuti non solo dalla casa giapponese ma anche dal team owner Giacomo Gariboldi.
Chiunque abbia avuto modo di visitare il box HRC durante un Gran Premio sa perfettamente di cosa stiamo parlando: una struttura che lascia senza parole. E con l’arrivo di Herlings nella line-up, nel 2026 il paddock rosso sarà senza dubbio uno dei più affollati dell’intero mondiale.
Negli ultimi quindici anni nessun pilota ha dato al motocross mondiale la visibilità di Jeffrey Herlings. Il cinque volte campione del mondo olandese ha attraversato fasi della sua carriera in cui è stato, senza discussioni, l’uomo più veloce del pianeta. Considerato da molti il più grande specialista della sabbia di tutti i tempi, Herlings detiene anche il record assoluto di vittorie nei Gran Premi: 112 successi, oltre a una lunga serie di altri primati.
Gli infortuni gli hanno probabilmente impedito di diventare il pilota più vincente di sempre, ma i suoi cinque titoli iridati lo collocano comunque nell’Olimpo del motocross, accanto a leggende come Eric Geboers, Joel Smets, Roger De Coster, Georges Jobé e Tim Gajser. Un eventuale titolo mondiale nel 2026 lo porterebbe a quota sei, al pari di Joel Robert, consolidando ulteriormente il suo posto tra i tre piloti più vincenti della storia, dietro solo ad Antonio Cairoli e Stefan Everts.
Abbiamo contattato “The Bullet” dopo una settimana di test intensissimi in Spagna, con tecnici HRC arrivati direttamente dal Giappone e l’intero staff Gariboldi al lavoro per ottimizzare ogni dettaglio. Giornate da oltre dodici ore di test, terminate solo al calare del sole. Jeffrey ha concesso a MXLarge questa lunga ed esclusiva intervista.
Jeffrey, l’entusiasmo per il tuo passaggio in Honda è enorme. Come ti senti in vista del 2026?
Jeffrey Herlings:
«È qualcosa di davvero speciale. Ho passato 17 anni con KTM: il mio primo contratto risale al 1° gennaio 2009, quindi lasciare è stato strano, perché praticamente tutta la mia carriera è stata legata a quel marchio. Negli ultimi anni avevo già cambiato qualcosa, ma Honda è un team unico. Basta guardare la storia: Thorpe, Geboers, Stanton, Carmichael, McGrath… HRC ha qualcosa di speciale.
Abbiamo testato per tre giorni e non avevo mai visto nulla di simile. C’erano circa 25 persone dedicate solo a me, con 15 tecnici giapponesi arrivati apposta. Abbiamo provato tantissime soluzioni. Il livello di professionalità è semplicemente incredibile. Ho visto tante cose in carriera, ma niente di simile. Iniziavamo alle 8 del mattino e finivamo al buio: giornate da 12 ore. È davvero un altro pianeta. KTM è un team fantastico, ma il modo di lavorare dei giapponesi è completamente diverso rispetto agli austriaci.»
Al primo contatto con la Honda hai parlato di sensazioni molto diverse rispetto alla KTM. Cosa ti ha colpito di più?
Herlings:
«La cosa che mi ha sorpreso maggiormente è stata la maneggevolezza. Non avevo mai provato un’altra moto in tutta la mia carriera, nemmeno per curiosità. Non avevo nemmeno testato la Honda prima di firmare, anche perché ero infortunato alla clavicola.
Appena salito in sella, su un tracciato hard pack con contropendenze e discese, il feeling in curva è stato irreale. La KTM resta una grande moto, anche in versione standard ha un motore eccellente. Forse di serie KTM ha un po’ più di potenza, ma per me la Honda ha un handling migliore. Quando sono passato sulla HRC ufficiale, dopo mesi senza una vera factory bike, sono rimasto impressionato anche dal motore: davvero molto forte.»
In sabbia la Honda di serie sembrava meno esplosiva rispetto alla KTM. Confermi?
Herlings:
«Sì, onestamente la KTM di serie aveva un po’ più di potenza, soprattutto nella sabbia. Abbiamo girato con la Honda standard per alcuni giorni, anche su tracciati molto bagnati. Sull’hard pack la maneggevolezza compensava tutto.
Con la HRC ufficiale la potenza è paragonabile alla KTM. Ma su una 450 non conta solo quanta potenza hai, bensì come riesci a usarla. KTM lavora in modo molto aggressivo: se qualcosa funziona, si corre subito. I giapponesi invece vogliono testare tutto a lungo prima di portarlo in gara. La potenza è simile, cambia l’erogazione.»
Ti sei adattato rapidamente alla nuova erogazione?
Herlings:
«Molto più rapidamente di quanto pensassi. In tre giorni abbiamo adattato la moto perfettamente al mio stile. L’ultimo giorno, in sabbia, ero davvero felice. Ho ringraziato tutti: hanno fatto un lavoro incredibile. Ora posso iniziare ad allenarmi seriamente con la moto ufficiale.»
Anche l’impatto umano con il team sembra molto forte.
Herlings:
«Assolutamente. C’è una motivazione pazzesca. Giacomo Gariboldi è stato presente per dieci giorni interi, cosa che non avevo mai visto prima. Tutto il team era lì, ogni giorno. Quando abbiamo fatto una manche di test la sera, c’erano 25 persone a bordo pista che mi applaudivano a ogni giro. È stato davvero emozionante.»
Nuovo team, nuova moto… e anche nuovo abbigliamento FOX dopo una vita con Alpinestars.
Herlings:
«È stato un grande cambiamento. Con Airoh e Alpinestars avevo un rapporto che durava dal 2009. FOX è un grande marchio e mi hanno aiutato tantissimo. Kenny Day è volato apposta con valigie piene di materiale per trovare il set-up perfetto di casco e stivali. Maglia e pantaloni sono facili, ma casco e stivali richiedono tempo.»
Durante i test erano vietate foto e video ravvicinati. Perché?
Herlings:
«La moto che stiamo usando è praticamente un prototipo, con parti molto speciali e costosissime. Alcuni componenti non sono nemmeno destinati alla vendita. È normale che non vogliano foto quando il serbatoio è smontato o il motore aperto. Lo stesso succedeva anche in KTM.»
Le partenze sono sempre state un tuo punto critico. Con Honda hai fatto progressi?
Herlings:
«È difficile dirlo allenandosi da soli, ma le sensazioni sono ottime. La Honda è famosa per le partenze e il feeling è incredibile. Però il vero test sarà in gara, con altri 39 piloti sul cancello.»
Il programma verso l’esordio in Argentina?
Herlings:
«Continuerò ad allenarmi in Spagna. Faremo Mantova l’8 febbraio, poi Hawkstone Park e Lierop prima dell’Argentina. Mantova sarà il primo vero banco di prova.»
Un’intervista che non lascia dubbi: il progetto Herlings-HRC è appena iniziato, ma le basi sono già solidissime. Il 2026 promette di essere una stagione da ricordare.
Photo credit: Bavo Swijgers
















