Ciao Mattia, come ti senti e com’è andata la tua preparazione invernale?
Bene, attualmente mi sento molto, molto bene; fino a questo punto la preparazione è andata tutta secondo i piani e spero ovviamente che continui così. Mi sento bene sulla moto che va molto bene e credo di dover continuare di questo passo, così per l’inizio del mondiale saremo a buon punto”.

A che punto sei a poche ore dalla prima gara degli Internazionali di Ponte a Egola?
Non sono ancora al 100% e gli Internazionali servono appunto a vedere a che punto siamo, capire dove possiamo migliorare e anche per continuare la preparazione facendo delle gare che poi è il modo migliore per entrare ancora di più in forma. Prendere il ritmo delle gare e soprattutto vedere come va la moto nuova e a che punto dello sviluppo è arrivata, per capire se c’è ancora da lavorare su qualche aspetto. Di base questo degli Internazionali, come ogni anno, è un test generale”.

Prima preparazione invernale tutta sul 450, cosa cambia? Si fa più o meno moto che col 250?
Si fa la sessa moto ma ovviamente si cerca di lavorare di più perché il 450 è un po’ più fisica, però mi piace molto e mi trovo molto bene sulla moto. Già con le esperienze che ho fatto nella seconda metà della scorsa stagione ho imparato molto, però mi mancava un po’ la preparazione sul 450 perché si trattava di una situazione un po’ improvvisata. Quell’esperienza mi è comunque servita per capire un po’ la moto e capire anche un po’ dove allenarmi di più; quest’inverno lo abbiamo fatto, abbiamo sfruttato un po’ di più la parte atletica e anche la parte in moto, aumentando l’intensità per cercare di arrivare a un livello di preparazione più adeguato alla categoria e alla cilindrata”.

Da fuori dai l’impressione di divertirti molto in quello che fai, è davvero così?
Si, ho cercato di maturare su questa cosa ma mantenendo l’aspetto ludico. Ovviamente la categoria è diversa, l’esperienza serve, però al posto di essere più seri in tutto, sono tornato indietro, cercando di apprezzare tutto quello che ho, impegnandomi al massimo come giusto che sia. Al terzo anno che sei in una struttura del genere magari certe cose le dai per scontate, invece non lo sono e sono tornato ad apprezzare di più quello che ho. Ho fatto un breve resoconto degli ultimi anni, mi sono ricordato di dove fossi 5 anni fa e capire dove sono arrivato in così poco tempo, mi rende consapevole di aver ottenuto qualcosa di importante, anche se non è andata come speravo. Sto cercando di trovare il lato divertente in tutto quello che faccio, perché le cose mi riescono molto meglio e molto più facilmente. Non è semplice ma sto cercando di godermi i miei 20 anni e la mia opportunità, tirando fuori il meglio possibile, vivendola al meglio possibile”.

Immagino che il primo anno nel team ufficiale non ti fossi dato obbiettivi e le cose sono andate molto bene, la scorsa stagione probabilmente invece ne avevi di importanti ma le cose sono andate come sono andate; quindi niente obbiettivi per quest’anno?
Dunque, ci poniamo obbiettivi differenti, primo tra tutti, divertirsi”.