Quando il francese Romain Febvre ha tagliato il traguardo del Gran Premio d’Australia lo scorso settembre, conquistando il titolo mondiale MXGP 2025, c’è stato qualcuno che ha provato un’emozione persino più forte del campione stesso. Quel qualcuno è Antti Pyrhönen, ex pilota e oggi team manager Kawasaki, che in quell’istante ha visto svanire un peso che portava sulle spalle da anni.
Ex numero tre del mondo nella MX3, Pyrhönen ha dedicato la propria vita al motocross, costruendo stagione dopo stagione un progetto vincente insieme al suo socio e amico Kimi Räikkönen, leggenda della Formula 1. “È incredibile,” ha raccontato Pyrhönen. “Con Kimi abbiamo iniziato questo team 14 anni fa, e dopo 13 stagioni insieme siamo riusciti a realizzare il sogno di vincere un titolo mondiale. Non abbiamo mai mollato, anche nei momenti più difficili: infortuni, annate complicate, piloti fuori gioco. Ora finalmente possiamo dire: missione compiuta.”
La vittoria di Febvre ha riportato Kawasaki al vertice dopo 27 anni, dal trionfo di Sébastien Tortelli nel 1998. Allora il team era guidato dal mitico Jan De Groot; oggi Pyrhönen sta costruendo la propria eredità, con lo stesso spirito di passione e determinazione.
“È un risultato fondamentale per Kawasaki,” ha aggiunto Pyrhönen. “Romain è un grande campione e ha un cuore enorme. È giusto che nel 2026 porti il numero 1 sulla sua moto. Kawasaki aspettava questo momento da quasi tre decenni e se lo merita tutto. Voglio ringraziare ogni singolo membro del team e i nostri colleghi giapponesi: hanno lavorato duramente, viaggiando senza sosta, rispettando nuove regole e nuove sfide. È stato un lavoro di squadra al suo massimo livello.”
Con il titolo mondiale MXGP 2025, Kawasaki torna finalmente sul gradino più alto, e lo fa con una squadra che unisce la freddezza nordica alla passione giapponese. Nel 2026, il team affronterà una nuova sfida: difendere la corona mondiale, un’impresa mai riuscita prima alla casa di Akashi. Ma se c’è qualcuno capace di trasformare la pressione in motivazione, sono proprio Antti Pyrhönen e il suo guerriero verde, Romain Febvre.
Photo credit: Pascal Haudiquert
















