Home MUNDO DE VELOCIDAD WORLDSBK/ WORLDSSP Nicolò Bulega campione del mondo: il titolo che chiude il cerchio

Nicolò Bulega campione del mondo: il titolo che chiude il cerchio

A Cremona il pilota Aruba.it Racing – Ducati conquista il Mondiale Superbike 2026 e diventa il secondo italiano iridato nella storia della categoria dopo Max Biaggi. Un trionfo costruito attraverso record, continuità e una rinascita sportiva iniziata con il titolo Supersport.

Ci sono titoli che certificano semplicemente una stagione vincente e altri che raccontano un percorso molto più lungo. Quello conquistato da Nicolò Bulega al Cremona Circuit appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Il pilota emiliano di Aruba.it Racing – Ducati è il nuovo Campione del Mondo Superbike 2026. La certezza matematica è arrivata al termine di Gara 2 del Round EICMA d’Italia, davanti al pubblico di casa, al termine di un weekend chiuso con tre secondi posti.

Un risultato apparentemente meno eclatante rispetto agli standard imposti da Bulega durante questa stagione, ma sufficiente per mettere il sigillo sull’obiettivo più importante.

Bulega entra così nella storia del WorldSBK diventando il secondo italiano capace di conquistare il titolo mondiale della categoria dopo Max Biaggi e il primo italiano a riuscirci in sella a una Ducati.

Dalla Supersport al tetto della Superbike

Per comprendere il peso di questo Mondiale bisogna tornare indietro di qualche stagione.

Nel 2023 Bulega conquista il titolo WorldSSP. È il risultato che cambia la traiettoria della sua carriera e gli apre le porte della Superbike con Ducati.

L’esordio nel WorldSBK arriva nel 2024 e il segnale è immediato: vittoria alla prima gara in Australia. A fine stagione è vicecampione del mondo alle spalle di Toprak Razgatlioglu.

Lo stesso risultato arriva nel 2025.

Due secondi posti consecutivi che preparano il terreno alla stagione della consacrazione. Nel 2026, con la nuova Panigale V4 R, Bulega compie il passo definitivo trasformando velocità e maturità in una continuità impressionante.

A Cremona arriva così l’ultimo tassello.

Un weekend da gestire, non da inseguire

Per una volta, Bulega non aveva bisogno di costruire il successo attraverso l’attacco.

Doveva soprattutto evitare di compromettere quanto realizzato durante l’anno.

La pressione del possibile titolo, le cadute del venerdì e un appuntamento disputato davanti al pubblico italiano hanno imposto un approccio differente. In Gara 2 il pilota Ducati ha quindi privilegiato lucidità e gestione.

Lo ha raccontato lui stesso dopo la bandiera a scacchi:

«Prima della gara ho pensato: “Ok, non cadere, non fare errori stupidi, porta la moto al traguardo”. Oggi ho dovuto pensare tanto. Dopo la bandiera a scacchi ho iniziato a piangere, è stato un momento molto bello».

Una frase che sintetizza bene la domenica di Cremona. Non la necessità di dimostrare ancora la propria velocità, ma quella di trasformare un’intera stagione nel risultato per cui era stata costruita.

“Quando ho vinto il titolo Supersport ho ricominciato a credere in me stesso”

Al parco chiuso la tensione ha lasciato spazio alle lacrime.

Bulega ha immediatamente rivolto il pensiero alla squadra che lo ha accompagnato nella sua crescita:

«Sono incredibilmente felice. Ringrazio il mio team per avermi dato un’opportunità incredibile. Grazie a loro».

Poi il racconto è diventato inevitabilmente più personale.

Da bambino Bulega frequentava già il paddock della Superbike grazie al padre, che aveva un team nel WorldSSP. Guardava correre piloti come Troy Bayliss, Noriyuki Haga e Troy Corser. Anni dopo sarebbe tornato nello stesso ambiente attraversando però una fase decisamente più complessa della propria carriera.

«Sono arrivato qui in un momento difficile. Quando ho vinto il titolo WorldSSP ho ricominciato a credere in me stesso. Quando sono arrivato nel WorldSBK sapevo che sarebbe stato difficile, ma ho trovato un team che ha creduto in me dalla prima gara».

Ed è proprio qui che il Mondiale 2026 assume un significato che va oltre la classifica.

«Hanno capito che avevo ancora qualcosa da dare su una moto e mi hanno aiutato a tirare fuori tutta la velocità. Mi hanno aiutato non solo in pista ma anche a casa, mi sono sempre stati vicini. Quando lavori di squadra, tutto diventa più facile. Lo dedico a tutti quelli che hanno creduto avessi qualcosa in più nei miei momenti difficili».

Una stagione costruita sui record

Se a Cremona è stata soprattutto una questione di gestione, i numeri raccontano quanto Bulega abbia imposto il proprio riferimento tecnico nel corso del 2026.

Il nuovo campione del mondo ha portato a 25 il record di vittorie consecutive, migliorando nettamente il precedente limite di 13. Ha inoltre raggiunto quota 21 vittorie consecutive dall’inizio della stagione, contro un precedente primato di 11.

A questi numeri si aggiungono 10 pole position consecutive, migliorando il precedente record di nove, e una serie di 43 podi consecutivi, oltre il precedente riferimento di 25.

Bulega ha inoltre raggiunto quota 25 giri veloci, superando il precedente record di 23, e realizzato otto triplette nella stessa stagione, contro un precedente limite di sei.

Una sequenza che fotografa soprattutto la capacità di essere veloce su circuiti e condizioni differenti, mantenendo un livello prestazionale estremamente elevato per tutta la stagione.

E il 2026 non è ancora terminato.

Bulega può infatti ancora intervenire su altri primati stagionali: è a quota 26 successi contro il record di 27 vittorie ottenuto da Alvaro Bautista nel 2023 e ha raggiunto 30 podi, avvicinandosi al riferimento di 34 stabilito da Jonathan Rea nel 2019.

Bulega, Ducati e un titolo conquistato in Italia

Anche il luogo scelto dal destino per consegnargli il Mondiale aggiunge significato al risultato.

Cremona. Italia. Ducati.

«Vincere qui a Cremona è fantastico. In Italia, con Ducati, sono il primo italiano a vincere il titolo su una Ducati e farlo davanti a tutti i miei tifosi è fantastico».

La bandiera a scacchi di Gara 2 ha così chiuso un cerchio iniziato molto prima dell’arrivo in Superbike.

Dal bambino che attraversava il paddock guardando i campioni della categoria, al periodo più difficile della carriera. Dal rilancio in Supersport alle due stagioni concluse da vicecampione del mondo. Fino al 2026.

Questa volta davanti a Bulega non c’è più nessuno.

Il numero più importante non è quello delle vittorie consecutive, delle pole o dei giri veloci. È quello che resterà accanto al suo nome nell’albo d’oro: Campione del Mondo Superbike 2026.

Ph: SBK