Polcanto (FI), 26 agosto 2025 – Dopo anni di attesa, lo storico crossodromo di Polcanto torna al centro del motocross toscano. Alessandro Colonna e Marco Anselmi raccontano il progetto di rilancio dell’impianto, affidato al Moto Club Chiusdino MX Park con il sostegno della FMI e il coinvolgimento del Comune di Borgo San Lorenzo.
Ci sono piste che non sono soltanto tracciati. Sono luoghi della memoria, pagine di sport, punti di riferimento per intere generazioni di piloti, tecnici e appassionati. Il circuito “Bruno Comanducci” di Polcanto, nel Comune di Borgo San Lorenzo, appartiene a questa categoria.
Per anni sede del Centro Tecnico Federale FMI, il crossodromo voluto dal compianto Cavaliere Bruno Comanducci, figura centrale del motocross nazionale e già Coordinatore Nazionale MX, ha rappresentato uno dei luoghi simbolo del fuoristrada italiano. Poi il silenzio, la chiusura, l’abbandono e una lunga attesa da parte di chi non ha mai smesso di sperare di rivedere le moto tornare a girare su quella pista.
Oggi, grazie alla volontà della Federazione Motociclistica Italiana, al dialogo con il Comune di Borgo San Lorenzo e al coinvolgimento del Moto Club Chiusdino MX Park, Polcanto torna finalmente a essere un progetto concreto. La gestione dell’impianto è stata affidata, tramite contratto di comodato valido fino al 31 dicembre 2029, ad Alessandro Colonna, presidente del Moto Club Chiusdino MX Park, e al socio Marco Anselmi, già impegnati nella gestione del circuito senese di Chiusdino e, più recentemente, del crossodromo di Borgo Santa Rita, in provincia di Grosseto.
Una notizia attesa da anni dagli appassionati del motocross non solo toscano, resa possibile anche dall’impegno di persone che, nel tempo, hanno continuato a credere nella riapertura del circuito e nella necessità di costruire un dialogo serio e costruttivo tra tutte le parti coinvolte.
Abbiamo voluto approfondire questa nuova fase direttamente con i protagonisti del progetto in una lunga e interessante intervista esclusiva.
“Polcanto è storia. E deve tornare a vivere”
Alessandro, partiamo dal valore simbolico di questa notizia. Cosa rappresenta per il Moto Club Chiusdino MX Park essere coinvolti nel rilancio dello storico circuito “Bruno Comanducci” di Polcanto?
“Per noi essere stati coinvolti nella riapertura e nel rilancio del circuito di Polcanto è innanzitutto un grande motivo d’orgoglio. Prima di tutto perché sono fiorentino e ho sempre seguito gli eventi che si sono svolti su questa pista. In secondo luogo, stiamo parlando di un impianto memorabile, che merita di continuare a essere a disposizione del motociclismo, della FMI e del Comune di Borgo San Lorenzo”.
Polcanto non è una pista qualsiasi. Per anni è stata un punto di riferimento per il motocross italiano e internazionale, oltre a essere stata sede del primo Centro Tecnico Federale FMI. Che emozione si prova a diventare protagonisti di una storia così importante?
“L’emozione è tanta e forte. Come dicevi, Polcanto è stato un punto di riferimento importante sia per la FMI sia per piloti, team e appassionati che, nel tempo, hanno usufruito dei servizi di questa area sportiva per motivi legati al motociclismo”.
Quando avete ricevuto dalla FMI la risposta positiva alla vostra proposta di gestione dell’impianto, qual è stata la vostra prima reazione?
“Siamo entusiasti della scelta della FMI. Crediamo che la Federazione abbia accolto la nostra proposta forse anche perché in questi anni abbiamo lavorato sodo, dando nuova vita al circuito di Chiusdino”.
Il primo obiettivo: ripristinare pista e area sportiva
La gestione dell’impianto è stata affidata tramite un contratto di comodato valido fino al 31 dicembre 2029. Quali saranno, concretamente, i compiti richiesti al Moto Club Chiusdino MX Park in questa nuova fase?
“Al momento il lavoro che ci è stato richiesto riguarda il ripristino dell’intera area, in particolar modo del circuito, e successivamente la gestione dell’impianto”.
Il circuito è fermo dal 2022. In che condizioni avete trovato l’impianto e quali sono gli interventi prioritari da programmare prima di una riapertura?
“Abbiamo trovato una normale condizione di fermo. In questi anni la vegetazione è cresciuta molto, quindi ci sarà da sfalciare erba e arbusti, ripulire tutta l’area, riportare alla luce e ridare vita a questo epico circuito situato nel cuore verde della Toscana”.
Dal punto di vista tecnico, quali aspetti andranno curati con maggiore attenzione: tracciato, sicurezza, servizi, paddock, accessibilità, irrigazione, accoglienza per piloti e pubblico?
“Sarà necessario un intervento generale. Tracciato, irrigazione, paddock, messa in sicurezza, viabilità e accoglienza sono tutti aspetti da non sottovalutare prima della riapertura”.
La riapertura resta subordinata al via libera definitivo del Comune di Borgo San Lorenzo. Qual è, al momento, lo stato dell’iter amministrativo e quali passaggi mancano per poter iniziare concretamente i lavori?
“Il Comune di Borgo San Lorenzo non ha indicato preclusioni. In base ai lavori che dovremo eseguire, dovremo predisporre una previsione sommaria degli interventi e richiedere le eventuali autorizzazioni”.
Il fondo della pista è noto per essere particolarmente polveroso in periodi di siccità e richiede un’irrigazione costante. Esiste già un bacino d’acqua sufficiente o sarà necessario intervenire anche su questo aspetto?
“Il circuito dispone di un laghetto di approvvigionamento d’acqua. Cercheremo di organizzare e concentrare al meglio l’irrigazione”.
Tre circuiti, una visione: Chiusdino, Santa Rita e ora Polcanto
Negli ultimi anni il motocross ha visto diminuire il numero degli impianti disponibili per allenamenti e gare. Vi state muovendo su più fronti con grande impegno e partecipazione emotiva: dopo il recupero di Chiusdino e Santa Rita, ora arriva anche il progetto Polcanto. Quanto coraggio serve per investire oggi contemporaneamente nella gestione di tre circuiti?
“È esattamente così. Questo dimostra la passione che abbiamo e che mettiamo in questo meraviglioso sport. E poi, a noi, piacciono le sfide”.
La parte più complessa di questa nuova fase sarà anche organizzativa: riuscire a coordinare tre impianti sportivi, con esigenze diverse. Come pensate di affrontare questa sfida?
“Nel corso degli anni il nostro Moto Club Chiusdino MX Park ha formato tante nuove figure necessarie non solo durante le gare, ma anche durante le prove libere. Con il supporto di questi vari ruoli cercheremo di coordinare le aperture nei diversi circuiti”.
Secondo la vostra analisi, quanto è importante per il movimento del fuoristrada della provincia di Firenze e della Toscana recuperare una pista storica come Polcanto?
“Per Firenze e dintorni la pista di Polcanto è molto importante. È un riferimento non solo per l’area fiorentina, ma per tutta la Toscana e per l’Italia. Come diciamo sempre, più piste ci sono e più attrattiva si genera. Si possono mettere a disposizione corsi di formazione, istruttori, prove dimostrative e creare interesse, cercando di formare i piloti di domani”.
Allenamenti, formazione e rispetto del territorio
Che tipo di impianto immaginate per il rilancio di Polcanto? Sarà una pista dedicata soprattutto agli allenamenti oppure una struttura capace di ospitare anche manifestazioni, eventi federali e gare di livello?
“Per ora sarà una pista dedicata agli allenamenti, ma noi siamo aperti a tutto a 360 gradi con la Federazione. Tutto quello che sarà possibile organizzare, come corsi CTP, collegiali, eventi e manifestazioni, sarà valutato in base alle richieste e alle necessità”.
Polcanto si trova in un territorio di grande valore ambientale e paesaggistico. Come pensate di conciliare l’attività sportiva con il rispetto del territorio e con le esigenze della comunità locale? Sono già state avanzate richieste o indicazioni specifiche da parte dell’Amministrazione?
“La Federazione ha già commissionato uno studio sull’impatto acustico cui ci adegueremo nel rispetto della regolamentazione comunale e della classificazione acustica dell’area. Per noi è fondamentale rispettare il paese, il territorio e mantenere buoni rapporti con il vicinato”.
Il rapporto con il Comune e con i cittadini sarà fondamentale. Avete già in mente iniziative, incontri o modalità di comunicazione per costruire un dialogo positivo con il territorio?
“Il rapporto con l’Amministrazione comunale è molto importante. Sicuramente avremo necessità di conoscere e relazionarci con il Comune per condividere ogni iniziativa o intervento da realizzare all’interno dell’area del circuito di Polcanto”.
Il Moto Club Chiusdino MX Park è già conosciuto per l’organizzazione di eventi, prove libere di motocross, minicross, enduro e trial. Quale esperienza maturata negli altri impianti porterete dentro il progetto Polcanto?
“Porteremo tutto quello che abbiamo maturato in questi anni, ma per noi questa è la sfida più importante, tutta da scoprire. Faremo il possibile per ricreare l’ambiente sperato e soddisfare tutte le parti coinvolte. Ci lasceremo guidare dall’esperienza e vedrete che questo luogo rinascerà e migliorerà gradualmente nell’interesse degli appassionati che a lungo hanno atteso questo momento”.
“Spolverate le moto”: l’attesa della riapertura
Quali potrebbero essere i tempi realistici per vedere partire i primi lavori di ripristino e, successivamente, le prime moto tornare finalmente in pista?
“Il nostro obiettivo è renderlo agibile il prima possibile ma, come si sa, l’andamento dei lavori è subordinato anche al meteo. Tuttavia pensiamo di poter aprire, salvo complicazioni, già nel corso dell’autunno”.
Cosa vi sentite di dire agli appassionati che da anni aspettano di rivedere il circuito di Polcanto tornare a vivere?
“Ai praticanti che non avevano rinnovato la tessera diciamo di iniziare a farlo, di spolverare le moto e attendere l’apertura ufficiale. Anche noi, come i tanti fuoristradisti che ci chiedono i tempi di riapertura, siamo in trepidante attesa del ripristino completo”.
Polcanto è una pista storica, ma anche un luogo da restituire alla sua gente. Quale immagine vi piacerebbe vedere il giorno della riapertura?
“Sarebbe bellissimo poter organizzare l’inaugurazione con il presidente della FMI Giovanni Copioli e con l’Amministrazione comunale. Immaginiamo quel giorno con un giro d’onore di alcuni dei protagonisti che hanno scritto pagine di storia anche su questo circuito. Sarebbe bello poter avere con noi campioni di oggi e di ieri”.
Guardando al 2029, anno di scadenza del comodato, quale obiettivo vi piacerebbe aver raggiunto con Polcanto?
“Sicuramente l’obiettivo di aver restituito il tracciato ai suoi appassionati. La nostra speranza è quella di poter redigere con le parti un nuovo contratto, con la possibilità di prenderci cura anche delle strutture interne all’area. Il nostro sogno è ridare vita a tutto il centro sportivo”.
Se doveste riassumere questa nuova sfida in una frase, direste che Polcanto è solo una pista da recuperare o un pezzo di storia del motocross italiano da riportare finalmente a casa?
“Polcanto è storia. Polcanto c’è e ci deve essere, per il bene di tutti i tesserati”.
Il rilancio del circuito “Bruno Comanducci” di Polcanto non è dunque soltanto un’operazione tecnica o gestionale. È il tentativo di restituire al motocross toscano e nazionale un luogo che ha formato piloti, accolto passione e custodito memoria sportiva. La strada resta legata alle previsioni urbanistiche e ambientali e al lavoro concreto di ripristino, ma l’obiettivo è chiaro: riportare le moto su una pista che, per molti, non ha mai smesso davvero di vivere.
Foto (free copyright): Uno scatto che ritrae i due soci Alessandro Colonna e Marco Anselmi nella loro prima pista.






