L’evento del 23, 24 e 25 ottobre 2026 sarà dedicato al suo ideatore. Previsto anche un trofeo speciale per il pilota proveniente da più lontano.
La Bibione Sand Storm continuerà nel nome di Massimo Zamparo. Il Moto Club BB1 e la società Sandstorm hanno deciso di intitolare l’evento alla persona che lo aveva immaginato, costruito e accompagnato nelle sue prime due edizioni, lasciando un’impronta profonda nell’identità della manifestazione.
La scelta degli organizzatori lega in modo permanente il nome di Zamparo a una gara alla quale aveva dedicato energie, competenze e passione fino agli ultimi giorni. Anche quando la malattia aveva iniziato a limitarne visibilmente le forze, era rimasto coinvolto in prima persona nelle diverse fasi della macchina organizzativa.
Alla fine di maggio, nonostante l’aggravarsi delle proprie condizioni di salute, Zamparo aveva espresso la volontà precisa di non rinviare la conferenza di presentazione dell’edizione 2026. Poche ore più tardi era arrivata la notizia della sua scomparsa.
Un trofeo per raccontare la sua idea di sport
L’intera edizione della Bibione Sand Storm sarà dedicata alla sua memoria, ma gli organizzatori hanno scelto di introdurre anche un riconoscimento speciale. Il trofeo intitolato a Massimo Zamparo sarà assegnato al pilota iscritto alla gara proveniente dalla località più lontana.
Una scelta che non nasce soltanto dalla volontà di ricordarlo, ma che interpreta il suo modo di vivere il motociclismo: l’attenzione non era rivolta esclusivamente ai campioni e ai risultati assoluti, ma anche alle storie personali, ai sacrifici e alla determinazione di chi affrontava viaggi e difficoltà pur di schierarsi al via.
«Per tutti noi del moto club e di Sandstorm, Massimo era “il capitano”», racconta la moglie Zineb Hathout. «Anche se non possiamo più vederlo, è stato una presenza così forte che riusciamo in qualche maniera a immaginare come si comporterebbe nelle varie situazioni. Ed è giusto che il suo nome rimanga per sempre legato all’evento a cui forse teneva di più in assoluto».
Il valore delle imprese fuori dall’ordinario
Zineb Hathout ha ricordato anche la particolare sensibilità con cui Zamparo guardava alle storie dei partecipanti.
«Massimo ha convissuto con la perdita di due fratelli, era una persona che aveva capito il senso della vita. Ammirava non soltanto i campioni, ma anche e soprattutto chi faceva cose fuori dal normale pur di raggiungere un obiettivo».
Un approccio maturato anche attraverso la propria esperienza da pilota.
«Sapeva molto bene cosa significasse fare sacrifici per correre una gara e si affezionava sinceramente quando ascoltava storie di passione e di forza fuori dal comune. L’anno scorso, per esempio, si era commosso incontrando il concorrente arrivato dall’Uruguay soltanto per partecipare alla Sand Storm».
Il premio destinato al pilota proveniente da più lontano assume così un significato preciso: non soltanto un riconoscimento simbolico, ma il racconto di una visione dello sport fondata sulla volontà, sull’impegno e sulla capacità di andare oltre i propri limiti.
«Per certi versi, anche il modo in cui Massimo ha affrontato la malattia rispecchia questo suo modo di concepire le cose», conclude Hathout. «In un premio di questo tipo rivedo perfettamente lui e il suo carattere».
La Bibione Sand Storm 2026 si disputerà il 23, 24 e 25 ottobre. Sarà una manifestazione sportiva, ma anche un momento di memoria condivisa. Da questa edizione, ogni passaggio sulla sabbia di Bibione porterà con sé il nome e la visione dell’uomo che quella gara l’aveva immaginata per primo.






