Una settimana di resilienza tra meteo estremo, problemi tecnici e la conferma di un talento sempre più competitivo nelle road races internazionali. “Non vedo l’ora del 2027”
ISOLA DI MAN – Il Tourist Trophy non concede sconti. Chiede coraggio, lucidità e una capacità di adattamento fuori dal comune. E proprio nel TT più complicato degli ultimi anni, segnato da meteo imprevedibile e continui colpi di scena, Andrea Majola esce dall’Isola di Man con una certezza importante: il suo nome è sempre più credibile tra gli specialisti europei delle road races.
Il pilota spezzino archivia infatti il Tourist Trophy 2026 con un significativo 14° posto assoluto nella categoria Sportbike, centrato nella Carole Nash Sportbike TT Race 1, al termine di una gara affrontata con determinazione e sangue freddo in uno degli scenari più estremi del motociclismo mondiale.
In sella alla Paton S1-R del Majo Road Racing Team by Escort Advisor, Majola ha completato la prova in 38:42.442, facendo registrare una velocità media di 116.970 mph, risultato che gli vale un prestigioso piazzamento in top 15 su un tracciato leggendario come il Mountain Course, lungo oltre 60 chilometri e considerato il banco di prova più severo al mondo per un pilota di velocità su strada.
Se nella Sportbike è arrivata la soddisfazione più importante, meno fortunata si è rivelata l’avventura nella categoria Supersport, dove il pilota ligure è stato costretto al ritiro già dopo il primo giro a causa di problemi elettrici accusati dalla Yamaha del Basomba Racing Team, squadra spagnola con cui era impegnato nella categoria.
A rendere ancora più preziosa la spedizione britannica è arrivato anche uno dei riconoscimenti più simbolici e ambiti del Tourist Trophy: la conquista della TT Bronze Replica, meglio conosciuta come il premio del “Mercurio Alato”.
La celebre statuetta in bronzo, simbolo storico del TT, viene assegnata soltanto ai piloti capaci di concludere la gara restando entro una determinata percentuale del tempo del vincitore assoluto di categoria — anche quest’anno il riferimento irraggiungibile è stato il leggendario Michael Dunlop. Un riconoscimento che premia non soltanto la velocità pura, ma soprattutto la capacità di completare una delle competizioni motociclistiche più dure, selettive e pericolose al mondo.
Un risultato che conferma quanto di buono Majola aveva già mostrato fin dalle qualifiche, quando aveva sorpreso addetti ai lavori e appassionati conquistando addirittura il 5° posto nella prima sessione Sportbike, inserendosi stabilmente tra i protagonisti di categoria e lasciando intravedere margini di crescita ancora importanti.
La settimana sull’Isola di Man, però, è stata tutt’altro che semplice. Oltre alle condizioni meteo proibitive, Majola ha dovuto convivere con un’epicondilite al braccio, senza dimenticare le numerose difficoltà tecniche: dalla rottura del motore della Paton durante le qualifiche, poi sostituito in extremis, fino ai problemi elettrici accusati sulla Yamaha Supersport.
Ostacoli che non hanno però spento il suo entusiasmo.
“L’esperienza di quest’anno al TT è stata particolarmente difficile, sia emotivamente che tecnicamente. Abbiamo dovuto fare i conti con tante sfortune, tra il meteo instabile e i problemi alle moto. Però questo Tourist Trophy mi ha insegnato ancora una volta che l’importante è rialzarsi ogni volta e tornare a lottare più forti di prima.”
Majola ha voluto poi dedicare un pensiero speciale anche al gruppo che ha raccontato da vicino la sua avventura sull’Isola di Man:
“È stato bellissimo avere la squadra di content creator al mio fianco. Davide Fioranelli (@sir_v4s), Nikolas Sgroi (@_sgroi), Kim Spolidoro (@k.im_a_biker) ed Emanuele Digani (@_memitoo) sono stati bravissimi a raccontare gioie e dolori di questa gara imprevedibile e unica al mondo. Ora al lavoro per tornare nel 2027: ogni anno ne sono più sicuro, questo è proprio il mio mondo.”
Il TT 2026 si arrende al meteo dell’Isola di Man

L’edizione 2026 del Tourist Trophy verrà ricordata anche per le condizioni climatiche eccezionalmente difficili che hanno profondamente alterato il programma originale. Pioggia, vento forte e visibilità ridotta hanno costretto gli organizzatori a continui rinvii di prove e gare, fino alla decisione finale di chiudere anticipatamente l’evento nella giornata di sabato, cancellando le ultime competizioni previste dal calendario.
Per piloti e team si è trattato di una continua prova di resistenza mentale, tra attese infinite nei paddock, orari modificati e partenze rinviate di ora in ora.
Eppure, nonostante la comprensibile amarezza per le occasioni sfumate, Majola lascia l’Isola di Man con il sorriso e con ancora più motivazione per il futuro.
“Un po’ di delusione c’è, ma è stata un’esperienza che mi ha insegnato tantissimo e dalla quale torno con il sorriso, in gran parte grazie ai fan che mi hanno dimostrato un calore immenso, sia di persona, venendo a salutarmi ai paddock, sia virtualmente dall’altra parte di uno schermo.”
Il countdown verso il Tourist Trophy 2027 è già iniziato. E Andrea Majola sembra avere le idee molto chiare: il Mountain Course è sempre più casa sua.






