Maurizio Micheluz: “Una volta amavo solo i terreni asciutti ma oggi mi trovo bene anche sulla sabbia”

Maurizio Micheluz è un fuoriclasse dell’enduro con al suo attivo 10 titoli europei, 3 titoli tricolori, un Trofeo mondiale e tanto altro ancora. Maurizio, avianese classe 1983, è un agente di polizia ed è anche un appassionato di ciclismo e mountain-bike. I suoi preparatori, tecnici e atletici sono Reno Sellan dell’Olympiascenter di Sacile, poi i tecnici delle FF.OO. Cristian Rossi e Giuseppe Canova. Maurizio corre con una Husqvarna TE250i con il Team H Center e con i colori del Gruppo Sportivo Fiamme Oro.

Maurizio, facci un breve riassunto della tua carriera in moto.

M.M.: “Ho staccato la mia prima licenza nel Minicross a circa 8 anni, poi ho continuato nel Motocross ma senza grossi risultati a parte un terzo posto nell’Italiano Junior del 2000. Sono passato a tempo pieno nell’Enduro nel 2002 quando ho vinto l’Italiano Cadetti 4T e Assoluta.

Fino ad oggi ho vinto 10 titoli europei (di cui due assoluti), 3 Italiani, un Trofeo mondiale alla Six Days 2007 e un Trofeo mondiale junior alla Six Days 2005”.

Che stagione è stata per te quella del 2020?

M.M.: “Decisamente negativa. Ho partecipato al Touquet a inizio febbraio, dove malgrado una frattura al malleolo rimediata al primo giro ho concluso 33mo. Poi dopo una discreta prima prova di Italiano Assoluti terminata in seconda posizione, una settimana prima della seconda tappa mi sono lussato la spalla. Malgrado tutto ho corso e ho terminato la stagione per operarmi, rimediando un terzo posto in Campionato nella classe 250 2 Tempi”.

Su quale pista preferisci di più allenarti e perché?

M.M.: “Il tracciato di casa mia. Ma difficilmente un endurista ha una pista preferita. Di fatto a me piace cambiare, l’importante è la buona compagnia”.

Qual è il tuo terreno ideale?

M.M.: “Una volta era il duro e asciutto perché è dove ho fatto i migliori risultati, ma dopo i numerosi inverni in spiaggia per preparare il Touquet, mi piace anche la sabbia”.

In cosa ti senti di dover migliorare per il futuro?

M.M.: “Nei sassi viscidi”.

La gara più bella e quella più brutta della tua vita?

M.M.: “Di belle ne ho molte e nella mia lunga carriera faccio addirittura fatica a ricordarle. Nel recente sono la gara di Assoluti d’Italia a Lignano Sabbiadoro nel 2017 dove feci terzo assoluto dietro a Watson e Charlier. Poi il Touquet 2018 dove ho concluso 21° assoluto. Ma anche il mio primo podio al Mondiale nella Valli del 2006.

La più brutta credo sia stata l’ultima gara di Assoluti d’Italia nel 2008, quando mi stavo giocando il titolo con Albergoni e persi il trasponder della mia moto nella prima giornata quando ero in testa. Mi squalificarono perché allora il regolamento prevedeva così”.

Metti in ordine di importanza:

M.M.: Nella vita la cosa che conta di più è avere buoni Amici perché… “al momento del bisogno sai a chi rivolgerti”.

Nella vita la cosa che conta di più è essere un campione perché… “non conta molto, ma accresce la propria autostima”.

Nella vita la cosa che conta di più è avere tanti soldi perché… “avere tanti soldi non è indispensabile, ma sono molto utili”.

Quali sono i tuoi programmi e le ambizioni per la prossima stagione?

M.M.: “Campionato Assoluti d’Italia e Campionato Europeo. Ambizioni: vincerli”.

Chi ti segue alle gare?

M.M.: “Canova Giuseppe, tecnico delle Fiamme Oro, e quando possibile anche la moglie e figli”.

C’è qualcuno che devi ringraziare per quello che fai?

M.M.: “Sicuramente le Fiamme Oro della Polizia di Stato, poi la famiglia, gli sponsor e la Husqvarna Motorcycles, che tramite la concessionaria Hcenter mi fornisce la moto e tramite Osellini Moto l’assistenza alle gare di Italiano”.