Conosciamo meglio il forte campione italiano Quad CIVS 2020, Fabio Ricca

Fabio Ricca è un pilota lombardo, o meglio, un campione italiano di Mazzano (BS), nato 38 anni fa e praticante della specialità Quad in Salita, che ha corso e correrà con una Yamaha Raptor motorizzato Ktm 990cc. Corre con i colori del Team NoAlTc Road Racing Team (No Al Traction Control) e del Moto Club Le Valli Serle.

Fabio nella vita di tutti i giorni è un Frigorista e ama praticare anche sport sciistici, Quad fuoristrada, ma anche Ginnastica Dinamica Militare Italiana e corsa a piedi. Il suo preparatore atletico è Marco Bondoni, mentre la sua pista preferita è Castelletto di Branduzzo (PV). Se invece parliamo di salite, ama correre la Poggio – Valle Fredda, nel frusinate perché è un tracciato che gli ha sempre permesso di fare dei passi avanti a livello di guida.

Fabio, facci un breve riassunto della tua carriera motoristica:

F.R.: “Ho iniziato tardi, a trent’anni suonati, ma sono sempre stato innamorato dei quad, il primo l’ho acquistato nel 2010: un Polaris da fuoristrada tutt’altro che sportivo. L’anno seguente l’ho sostituito con il Raptor, che attualmente utilizzo nelle gare in salita. All’epoca era un 700 monocilindrico e mi divertivo più che altro sulle strade tutte curve tra il Lago di Garda e il Lago d’Idro. Le prime esperienze agonistiche le ho fatte nel 2014 con un Kawasaki 450: ho preso parte ad alcune gare di endurance e del Campionato Italiano Racing Quad, ma sono durato poco! Una caduta in gara mi è costata la lussazione di entrambe le spalle e, considerato il mio lavoro e il fatto che non sono dipendente, ho deciso di mollare le competizioni.

Nel frattempo il motore del Raptor ha deciso di salutarmi (saluti da biella) e da lì mi è venuta l’idea di trapiantare il bicilindrico Ktm 990 cannibalizzando un Superduke del 2006. Nel 2018 è stata introdotta la categoria Quad nel Campionato Italiano Velocità in Salita, ma la mia prima partecipazione è stata nel 2019, dove ho vinto 5 gare su 8 disputate, chiudendo secondo in campionato. Nel 2020 ho vinto 4 delle 5 disputate e mi sono aggiudicato il titolo italiano”.

Che stagione è stata per te quella del 2020?

F.R.: “E’ stata una stagione particolare per via della pandemia. Ho centrato tutti gli obbiettivi che mi ero prefisso, cioè vincere il titolo italiano e soprattutto vincere un assoluto (il miglior tempo di tutte le categorie). Ho fatto degli aggiornamenti al quad, ma soprattutto ho fatto dei progressi a livello mentale e di guida. Per tutto il periodo del campionato sono stato molto combattuto sul valore che avrebbe avuto se avessi vinto il titolo, visto che il campione uscente un paio di settimane prima dell’inizio ha annunciato che non avrebbe corso. Forse questa sensazione di disagio è stata la mia più grande motivazione per fare il meglio che potevo, portandomi a vincere la classifica assoluta all’ultima gara dell’anno, la Poggio-Valle Fredda, prima volta nella storia per un quad”.

Qual è un punto di forza che ti avvantaggia nei confronti di altri piloti?

F.R.: “Io non mi sento un pilota, però quando ho deciso di iniziare a correre nel CIVS la prima cosa che ho cominciato a fare è stata  proprio quella di lavorare mentalmente come se fossi un pilota. Per natura se una cosa non va come deve andare, la prima cosa su cui punto l’attenzione è me stesso, se ho fatto tutto quello che mi ero prefisso e come l’ho fatto. Io sono il primo a mettermi in discussione”.

In cosa ti senti di dover migliorare in futuro?

F.R.: “Nella guida, la perfezione non esiste, e quindi la guida deve sempre migliorare. Di conseguenza anche le conoscenze tecniche che fanno sì che la guida sia migliore. E’ un pacchetto”.

Quali sono i tuoi programmi e le ambizioni per la prossima stagione?

F.R.: “Sicuramente sarò al via del CIVS 2021, per difendere il titolo e per cercare di replicare un assoluto. Poi vorrei partecipare ad alcune tappe del SIT, su circuiti cittadini, ma dipende anche da come va l’economia, visto che il mio lavoro è il principale sponsor e ultimamente ristoranti, bar e locali notturni, che sono i miei principali clienti, non stanno passando un bel periodo”.

Chi ti segue alle gare?

F.R.: “Mia moglie e mio figlio. Senza di loro sarebbe impossibile. Mi è capitato nel 2019 di andare ad una gara da solo e non voglio che ricapiti”.

Devi ringraziare qualcuno?

F.R.: “C’è sempre da ringraziare qualcuno, in primis la mia famiglia che ha capito lo spirito con cui vado a correre e mi asseconda alla grande. Mio papà che mi sostituisce al lavoro nei giorni di assenza. I miei sponsor, che prima di tutto erano miei amici, e che hanno creduto in me fin dall’inizio. Poi anche quelli che si sono aggiunti strada facendo e infine Oscar di NoAlTc Road Racing Team per avermi fatto entrare in un mondo dove i quad sono sempre stati un po’ massacrati dai motociclisti”.