Intervista a Riccardo Bongiovanni (Kite Parts)

Intervista a Riccardo Bongiovanni (Kite Parts)

Qual è l’immagine o l’episodio che le è rimasto impresso durante il periodo di lockdown?

R.B.: “Come cittadino, mi sono rimaste impresse le immagini dei camion militari che trasportavano le salme in partenza dalla città di Bergamo, città alla quale sono personalmente molto legato. Come imprenditore, la desolazione della zona industriale in cui operiamo e il silenzio della nostra fabbrica chiusa.
Una cosa che mi ha fatto riflettere è rendermi conto che, negli anni, si sono costruite relazioni che vanno al di là del business, sia con i clienti sia con i team che supportiamo. Ricordo con piacere le recenti chiacchierate con Claudio (De Carli, Ktm Factory), con Roger (De Coster, Ktm Factory USA) con Alfredo (Bevilacqua, Honda Assomotor) e Mino (Raspanti, Yamaha Rinaldi R&D): con loro abbiamo parlato di tutto tranne che di moto e abbiamo condiviso il pensiero che il mondo è piccolo, nel bene (abbiamo amici in ogni nazione) e nel male (i virus girano indisturbati da un continente all’altro e colpiscono indifferentemente chiunque)”.

Che cosa le resta di questa difficile esperienza, come uomo e come imprenditore?
R.B.: “Come uomo, mi resta la consapevolezza che la nostra vita frenetica, spesso, ci fa perdere momenti familiari e di relazione che poi non torneranno più.
Come imprenditore, mi sono tornati alla mente i momenti in cui, alle prime armi, mi sono dovuto occupare della mia prima emissione di ricevute bancarie a fine mese per garantire la routine della liquidità aziendale. Quel giorno, ricordo di aver chiesto a mio padre: “Ma se l’economia dovesse rallentare sensibilmente, ci saranno dei problemi?”. Lui mi ha risposto con grande tranquillità: “Sì, ma vorrebbe dire che il mondo si ferma.”. Questa volta il Mondo si è fermato davvero”!
L’esperienza del Covid-19 mi ha ulteriormente rafforzato nella convinzione di quanto sia necessario gestire e mantenere solida un’azienda, in quanto solo grazie a questa solidità una realtà produttiva ha la forza di uscire indenne da queste bufere o quanto meno di non riportare danni irreparabili”.

Come è stato il suo rapporto con i motociclisti in queste settimane?
R.B.: “Alla fine, il rapporto con i motociclisti si è trasformato in un rapporto tra persone, grazie alla passione che ci lega. Ognuno di noi ha vissuto con maggiore o minore sofferenza la mancanza della libertà di dar sfogo alle proprie passioni. Dopo questa crisi saremo tutti un po’ più consapevoli del fatto che la libertà è una gran bella cosa”.

Vi sono strategie, iniziative o promozioni che lei intendete attuare in occasione della ripartenza dell’attività sportiva?
R.B.: “Dal punto di vista aziendale, abbiamo capito l’importanza di usare strumenti innovativi in grado di consentire a distanza la prosecuzione delle attività lavorative. Dallo smart working, gestito in modo encomiabile dai nostri collaboratori, al commercio elettronico, nel quale non siamo ancora presenti, ma per il quale ci stiamo organizzando, in tempi che auspichiamo possano essere i più brevi possibile.
Molti hanno infatti approfittato di questa pausa forzata per sistemare cose lasciate in sospeso. Ci stiamo quindi attivando, come Kite, per consentire a tutti di poter rinnovare anche online la propria moto con degli accessori nuovi e belli come quelli che proponiamo: pronti per ripartire, ma con una moto più accattivante e performante”!

Secondo lei servono impegni concreti e strategie da parte del Governo per la ripartenza delle attività imprenditoriali sul territorio nazionale?
R.B.: “Diciamo che non deve essere facile governare il Paese in momenti di crisi unici come questo. Sicuramente serve una buona dose di decisione e di lungimiranza, sia attraverso interventi economici volti a supportare il mondo produttivo sia attraverso un confronto costruttivo con le associazioni di categoria, che hanno ben chiare le necessità e le difficoltà di tutti i loro associati. E’ fondamentale, a mio giudizio, che le sfere decisionali considerino come il sistema economico dello Stato sia retto da tutto il tessuto imprenditoriale, fatto di aziende di grandi e di piccole dimensioni, quale è la nostra realtà, e che tale tessuto in questo momento storico vada più che mai sostenuto a beneficio dell’intera collettività.
Una crisi economica profonda non sarebbe grave soltanto per le imprese, ma per l’Italia intera”
MXCircus

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