Intervista Alfredo Bevilacqua (Team Manager MXGP)

Intervista Alfredo Bevilacqua (Team Manager Honda RedMoto Assomotor)


Qual è l’immagine o l’episodio che le è rimasto impresso in questo periodo di lockdown?
A.B.: “Quello che mi rimarrà impresso sempre è la desolazione delle città deserte, le autostrade vuote, le immagini delle ambulanze in fila davanti agli ospedali in attesa di essere accolte al pronto soccorso per ricoverare i malati Covid, che solo nei film potevamo vedere in maniera fittizia mentre quello che si vedeva in questo periodo tramite le TV e i social era la realtà che ha colpito il mondo intero.


Che cosa le resta di questa difficile esperienza, come uomo e come imprenditore?
A.B.: “Quello che mi resta dentro è la sensazione di vulnerabilità, di fragilità e precarietà dell’individuo e del sistema lavoro. Tale esperienza l’avevo “vissuta” anni fa con il terremoto che colpì la zona del Modenese dove ho l’attività, ma in un frangente ugualmente devastante che limitava però il disagio e il blocco delle attività ad una zona circoscritta come alcune città dell’Emilia Romagna, mentre oggi tutto questo è a livello globale.
La riflessione che dobbiamo fare oggi è come sia “facile” essere messi in ginocchio e come tutte le attività possano andare in default in appena 1-2 mesi e creare una crisi mondiale senza precedenti. Ho visto le mie attività, che pensavo fossero solide dopo 30 anni di esperienza sul capo, andare in crisi e rischiare il tracollo (non ancora scongiurato), nonostante la mia esperienza acquisita in anni di lavoro avesse già dovuto affrontare difficoltà, ma in questo episodio tutto può essere vanificato e non trovare nell’immediato soluzioni per contrastare l’emergenza economica e portarti alla rovina
.


Come è stato il suo rapporto con i motociclisti in queste settimane?
A.B.: “In questi mesi sentivo quasi settimanalmente i miei tre piloti per avere informazioni sullo stato di salute e sulle condizioni nei vari stati di appartenenza. Ho un pilota francese uno svedese e uno svizzero e ho potuto valutare le differenze attuate nelle varie nazioni, in quanto in Francia le limitazioni erano simili a quella italiana, in Svezia invece l’attività del motocross era autorizzata, mentre in Svizzera le limitazioni sono state per un mese solamente. Per cui tre situazioni differenti che però rischieranno di penalizzare alcuni piloti in quanto alcuni si saranno potuti allenare tutto il tempo del lockdown, altri invece sono stati bloccati per solo un mese mentre per altri (Italia compresa) le limitazioni sono di oltre 2 mesi.


Vi sono strategie, iniziative o promozioni che intendete attuare in occasione della ripartenza dell’attività sportiva?
A.B.: “In questo periodo di inattività agonistica abbiamo cercato di dare ugualmente visibilità alle aziende nostre partner, pubblicando comunicati stampa sul nostro sito o sui social, abbiamo creato interviste dei piloti che a distanza di giorni pubblichiamo e una piccola novità che stiamo predisponendo è una brevissima intervista dei membri dello staff che raccontano i loro incarichi nel team e le loro esperienze. Questa piccola attività di comunicazione serve per tenere vivo l’interesse degli appassionati e dei supporter che sempre più seguono i social per avere info in tempo reale.


Secondo lei servono impegni concreti e strategie da parte del Governo per la ripartenza delle attività imprenditoriali sul territorio nazionale?
A.B.: “Sicuramente lo Stato deve mettere in atto azioni importanti nei confronti delle aziende. Purtroppo quanto fatto fino ad oggi non serve per risollevare il comparto lavoro, in quanto ad oggi nessun contributo è ancora arrivato nelle casse delle aziende e dei lavoratori (mi riferisco alla cassa integrazione o finanziamenti per la liquidità) poi tutto quello previsto dal Governo a favore delle aziende sono per il momento, solo prestiti da restituire in 7 anni con degli interessi da pagare. Queste azioni quando arriveranno alla scadenza dei 7 anni creeranno dei buchi economici nelle aziende.

In questi mesi di inattività la mia azienda non ha potuto produrre reddito e non potrà farlo fino a quando non ripartirà il campionato (se ripartirà) per cui questo “buco” finanziario si ripercuoterà sulle finanze aziendali, sulla liquidità, sui costi di sviluppo attualmente bloccati e su tutta l’organizzazione aziendale, mentre i costi sono andati avanti e creeranno un deficit futuro. Penso che il governo dovrà esentare dal pagamento di alcuni dazi statali come ad esempio iva e tasse, per almeno 1 anno tutte le aziende in attività e solo così gli aiuti potranno essere tangibili e far ripartire l’economia. Altro scenario molto delicato nel nostro settore delle sponsorizzazioni sarà oltre al blocco dei contratti in essere, il reperimento del budget necessario per la stagione 2021, in quanto le aziende che potranno stanziare dei budget pubblicitari nel 2021 saranno veramente risicate perché la crisi avrà danneggiato i bilanci di tantissime aziende che fino ad oggi erano considerate solide e potevano permettersi di investire in pubblicità/sponsorizzazioni, mentre in futuro sarà difficile trovare aziende con bilanci in attivo e disponibilità finanziare utili per essere inserite le voci delle sponsorizzazioni.

Pertanto credo fermamente che lo Stato debba assolutamente sacrificare parte degli introiti attuali dovuti dalle tasse per salvare le aziende che in futuro potranno nuovamente pagare tasse e dazi e sostenere lo Stato e l’Italia in generale. Se invece lo Stato non aiuterà in maniera tangibile le aziende si creerà disoccupazione e le molteplici chiusure di attività andranno a danneggiare e ridurre le entrate future di tasse per i Comuni e per lo Stato.

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