Intervista Pier Filippo Bertuzzo

Pier Filippo Bertuzzo

Come vivi la situazione dettata dal decreto nazionale per il contenimento del coronavirus?
P.F.B.: “In questo momento sto cercando di viverla meglio possibile, sono sceso dal team per affrontare la prima prova di campionato italiano a Cingoli ma con l’arrivare della pandemia ho dovuto adeguarmi e di conseguenza sono rimasto bloccato qui, lontano da casa, dalla mia ragazza e dalla famiglia ma fortunatamente ho il camper, e la famiglia Caparvi mi tratta come un figlio con pranzo e cena insieme, aspettando che si sblocchi la situazione. E vediamo se riuscirò a tornare a casa”.

Come cerchi di mantenerti in forma in questo periodo di isolamento?
P.F.B.: “Sto cercando di conservare la forma che già avevo grazie anche a Luca Fiori, il mio preparatore, che mi ha messo giù qualche programmino casalingo per mantenere, ero già abbastanza pronto per la stagione, quindi sto preservando ma non mi sto ammazzando di lavoro, non vorrei trovarmi stanco per quando sarà ora e sicurante gare e allenanti non sono per adesso”.


C’è qualcosa di particolare che stai facendo per passare il tempo?
P.F.B.: “Stando qui giù dal team cerco di imparare il più possibile come fare certe cose sulla moto, Alvaro e Ivan Caparvi mi fanno scuola su questo, e mi aiuta a tenermi occupato, ma il mio passatempo preferito è rompere le scatole a Alvaro Caparvi (ride!)”.

Ti mantieni in contatto con altri piloti?
P.F.B.: “No, i piloti sono una brutta razza (ride!)… scherzo. Si, mi sento con qualche amico / pilota con social ecc, sicuramente aiuta a sdrammatizzare il momento”.

Questa situazione ci cambierà in qualche modo la vita quando ne usciremo?
P.F.B.: “Di sicuro ci farà apprezzare di più gli affetti con persone che in questo momento per diversi motivi non si possono incontrare, ma spero soprattutto che l’Italia ne esca senza grossi danni economici, la strada è ancora lunga secondo me ma ne usciremo a testa alta”.
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