Stefano Pezzuto: con tenacia e passione si vince anche contro la sfortuna

Proviamo a conoscere meglio Stefano Pezzuto, uno che non molla mai, ventinovenne pilota torinese ma di stanza nel bresciano, che dopo la difficile stagione 2019, finita con la vittoria del titolo tricolore Senior 125, è pronto per esprimere al meglio il suo talento. Quest’anno troveremo Stefano sia nel campionato italiano MX1 e probabilmente anche al via dei mondiali italiani di Pietramurata e Maggiora.
Il campione bresciano, talento purissimo, corre anche con i colori del Moto Club BBR Off Road, ed è anche un istruttore, con l’obiettivo di far crescere piano e bene la scuola già molto apprezzata che gestisce, dove poter trasferire l’esperienza maturata dalla sua costante formazione.
Come vecchi compagni di scuola l’abbiamo raggiunto.

Una stagione vessata quella 2019?
S.P.: “Ho iniziato la stagione 2019 con il Suzuki del Dream Team però, essendo stato un avvio molto travagliato poiché non riuscivo a trovarmi con la moto, nella categoria 450, abbiamo preso strade diverse. In seguito ho corso una gara di campionato Italiano con la moto del team Pardi, che mi ha dato questa opportunità e in seguito ho finito la stagione con il team RSR (con cui già correvo l’Italiano 125 Senior). Sempre con loto correrò anche nella stagione 2020 con Ktm sia in 125 che in 450”.

Oltre a correre ti dedichi anche a preparare i piloti, a perfezionarli?

S.P.: “Nella vita oltre che a correre in moto, ho una scuola di motocross, la 878 Academy, che sta crescendo molto e oltre a divertirmi seguendo i ragazzi in moto, mi fa sopravvivere”.

Chi ti segue alle gare?

S.P.: “Alle gare mi seguono di solito i miei genitori, la mia ragazza e a volte la famiglia della mia ragazza e alcuni amici/allievi della mia scuola”.

Come ti sei appassionato alla moto?
S.P.: “Ho iniziato ad andare in moto all’età di 4 anni, a 6 anni a fare gare. La passione me l’ha trasmessa i miei genitori perché sono sempre stati appassionati di moto, ancora adesso si fanno le loro trasferte in moto”.

Chi è il tuo idolo come pilota?

S.P.: “Beh, non ho un idolo in particolare, per me sono tutti dei campioni e stimo tutti quelli che praticano questo faticoso sport”.

Come ti alleni durante le varie stagioni dell’anno?

S.P.: “Purtroppo nella stagione 2019 il mio allenamento è stato molto poco, soprattutto in moto, visto tutte le sfortune che mi sono capitate. A parte la moto vado in palestra, corro a piedi e qualche volta faccio delle uscite in MTB”.

Quali altre specialità motociclistiche hai praticato oltre al motocross?

S.P.: “Diciamo che di sport ne ho praticati molti, sia con e sia senza motore. Ho fatto delle gare di trial e enduro, ho provato con lo speedway e con la moto stradale”.

Nel tuo curriculum, alla voce Moto, cosa salta all’occhio? 

S.P.: “Nella mia pur ancora breve carriera ho vinto nel 2010 il Campionato Italiano Under 21 della MX2 e il Trofeo Italia sempre MX2. Mentre nella passata stagione ho vinto il Campionato Italiano 125 Senior”.

Quindi un 2019 afflitto ma alla fine…
S.P.: “Si, è vero, la stagione 2019 è stata molto tormentata con tutte le sfighe che ho incontrato correndo in classe MX1, con la frattura della mano al mondiale a Pietramurata che mi ha fatto saltare una gara. Nonostante questo sono riuscito a finire 5° in campionato. Mentre nel campionato Senior della ottavo di litro, dove ci sono state delle belle battaglie, sono riuscito a portarmi a casa l’alloro”.

Nel 2020 quali campionati disputerai?

S.P.: “Nel 2020 correrò nuovamente il campionato Italiano MX1, il campionato Italiano 125 Senior e se riesco mi piacerebbe partecipare al Mondiale a Arco di Trento e a Maggiora”.

Quale obiettivo ti sei prefisso di raggiungere quest’anno?
S.P.: “L’obbiettivo che mi sono posto è sempre fare il meglio possibile, sono attardato con la preparazione, però spero di riuscire a iniziare ad allenarmi come si deve al più presto, non come lo scorso anno”.

Come pilota, quale soddisfazione vorresti toglierti?

S.P.: “Quale soddisfazione vorrei togliermi? Riuscire a partecipare a un po’ di gare del mondiale, però con una preparazione dietro, qualche sassolino secondo me riuscirei a togliermelo…”.

C’è qualcuno che devi ringraziare?

S.P.: “Si, vorrei ringraziare la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici che mi sono stati e mi stanno vicini anche in momenti difficili. Poi tutto il team RSR, Renzo e Luca, che quest’anno mi hanno fatto finire una stagione che pensavo di non finire e di avermi aiutato a portare un titolo a casa. Voglio ringraziare anche Giuliano e Daniele Pardi che oltre a avermi messo a disposizione una moto per correre una gara mi hanno aiutato molto, con i loro consigli, nell’ultima parte della stagione”.

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