La navigazione continua a giocare un ruolo chiave nell’Africa Eco Race

Era una speciale interamente inedita quella che attendeva i concorrenti dell’Africa Eco Race per la 4a tappa diretta verso sud, per la precisione a Smara. Come previsto, la navigazione si è rivelata la chiave, anche oggi, di un settore selettivo composto di 385 chilometri. Al di là di questo, e di una certa parte di percorso particolarmente favorevole per le forature, non c’erano altre grandi difficoltà e gli ultimi concorrenti non dovrebbero terminare troppo tardi questa sera, come accaduto invece per la tappa precedente. Una giornata difficile, la terza, in cui più di qualche concorrente si è già giocato il jolly che permette di abbandonare la prova speciale una volta, prima di essere esclusi dalla corsa, al momento del secondo ritiro.

All’arrivo della prova oggi, Lyndon Poskitt aveva un sorriso radioso : il pilota britannico partito dalla quinta posizione ha vinto con la sua Ktm e si tratta della sua prima vittoria in questo rally e soprattutto su un grande rally raid. Una vittoria cui hanno contribuito un paio di errori di navigazione, circa 40 chilometri prima del traguardo, di Pal Anders Ullevalseter (Ktm) e Alessandro Botturi (Yamaha). I due piloti, dopo l’errore, stavano tornando sulla traccia corretta ed è stato in quel momento che Poskitt li ha raggiunti : in questo modo il pilota inglese non ha dovuto far altro che seguirli vincendo così lo scratch.

A beneficiare dell’errore anche un altro pilota, il giovanissimo Konrad Dabrowski, di soli 18 anni, che al suo primo rally conquista il secondo tempo di giornata. Dopo questa giornata non poco complicata per Alessandro Botturi, alle prese anche con un problema al piantone della strumentazione che si era completamente allentato, c’è da dire che l’italiano conserva per un pelo la testa della classifica generale. Al momento può contare su nove piccoli secondi di vantaggio su Ullevalseter.

Tappa difficile e fatale per Felix Jensen, vittima di una caduta da cui è uscito con una spalla lussata. Il norvegese faticosamente, aiutato anche da altri piloti, è riuscito a ripartire e a tagliare la linea del traguardo a fronte di dolori fortissimi, a 48 minuti dal vincitore di tappa. Non potrà ripartire domani però il povero Jensen, costretto a esami supplementari alla sua spalla sinistra.

E a proposito di interventi medici c’è da segnalare anche la torsione della caviglia per Julie Vanneken, presenza femminile nella categoria Malle Moto che dovrebbe comunque domani riuscire a ripartire e a proseguire la gara.

Sul traguardo erano transitate non più di 15 moto quando da lontano si è visto arrivare un cumulo di polvere inquietante, alzato dal camion IVECO dell’equipaggio belga di Igor Bouwens, Ulrich Boerboom e Frits Driesmans, autori di una speciale incredibile. Lo Scania di Miklos Kovaks, Laszlo ACS e Peter Czegledi avrebbe potuto combattere ad armi pari con loro se non fosse rimasto vittima di due forature : la prima ha richiesto obbligatoriamente il cambio della ruota, mentre la seconda, a 40 chilometri dal traguardo è stata gestita dalla cabina con il sistema di gonfiaggio automatico. Lo Scania ha chiuso terzo, a 16’43’’ dall’altro camion mentre in terza posizione per la classifica camion, quinta per la generale, si trova il Mercedes degli olandesi Johan Elfrink e Dirk Schuttel. Nella classifica generale Kovacs mantiene la prima piazza assoluta davanti a Bouwens con il secondo Scania in gara, degli ungheresi Karoly Fazekas, Albert Horn e Peter Csakany terzo con già due ore dal primo.

Oggi, sabato 11 gennaio, la carovana dell’Africa Eco Race si sta spostando verso Dakhla per una giornata di riposo, prevista per domani, attesa da tutti i partecipanti. Prima di rilassarsi però ci sarà da affrontare ancora una tappa lunga, seppure rapida. 686 i chilometri complessivi di cui 473 di prova speciale, con un ultimo trasferimento da 211 chilometri fino al bivacco in riva all’Oceano Atlantico.

INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Alessandro Botturi: “Poteva andare molto peggio oggi. Già al rifornimento le viti del piantone della strumentazione si erano allentate e le ho strette grazie anche a Ullevalsetter che mi ha dato una mano. A quaranta chilometri dalla fine ci siamo persi tutti e nel cercare la strada ho approfittato del rallentamento del gruppo di piloti con cui stavo viaggiando per stringerle di nuovo. Solo così sono riuscito ad arrivare il traguardo, ma la strumentazione che ballonzolava davanti non mi ha permesso di tirare come avrei voluto”.

Paolo Lucci: “Sono contento di aver chiuso questa tappa in terza posizione. Ho viaggiato con i primi e sono riuscito a fare la mia gara, andando molto veloce. All’arrivo in realtà sia Ullevalsetter che Botturi mi hanno sgridato perché mi hanno rimproverato di essere andato troppo veloce in zone un po’ pericolose. Riconosco che hanno ragione, ma sono contento del risultato”.

Stefano Rossi: Non è stata una tappa facile per noi dopo la nottata trascorsa in parte alla guida del camion assistenza che stava rientrando al bivacco di Oued Draa. Abbiamo messo i meccanici a dormire mentre io e il mio copilota abbiamo guidato il camion con il rimorchio sul quale avevamo caricato la macchina. Una volta al bivacco noi siamo andati a dormire e i ragazzi hanno lavorato fino alle 10 per permetterci di ripartire. Questo terzo posto è un premio per tutto il team”.