Africa Eco Race 2020: Oggi giornata di riposo e di preparativi

Venerdì sera, al momento del briefing al bivacco di Smara, Jean Louis SCHLESSER aveva annunciato la speciale verso Wad Assag come una delle più veloci dell’intero rally. Il patron dell’Africa Eco Race non si era sbagliato perché al vincitore della categoria su quattro ruote sono bastate 03h36’03 per compiere l’intera speciale da 473 chilometri il che significa una media oraria di 131 km/h.

Una speciale poco selettiva, e con paesaggi un pò monotoni, ma nello stesso tempo quasi un raccordo, un passaggio obbligato per raggiungere la città di Dakhla, nell’estremo sud marocchino, che ospiterà anche quest’anno la giornata di riposo.

Per Alessandro Botturi quest’ultima tappa marocchina si è conclusa, così come la prima e la terza, con una vittoria. Partito dalla sesta posizione l’italiano ha raggiunto rapidamente Pal Anders Ullevalseter, il suo avversario principale che partiva esattamente 4 minuti prima di lui. I due hanno praticamente corso insieme per tutta la giornata, senza commettere – questa volta – neanche un errore di navigazione su un terreno arido, senza punti di riferimento e con un vento di traverso che soffiava a 50km/h.

Non sono riusciti a raggiungere però Lyndon Poskitt che partendo per primo aveva un vantaggio di sei minuti al via su Ullevalseter e di 10 su Botturi, e all’arrivo i due avversari non nascondevano una certa ammirazione per il britannico che ha corso più che ha potuto senza commettere nessun pasticcio nella navigazione.

Il podio della giornata dunque, vede BOTTURI primo su Ullevalseter con Poskitt terzo e questa è anche la copia della classifica assoluta del rally in questo momento, e cioè dopo cinque tappe. La Yamaha di Botturi conta 4’10 di vantaggio sulla Ktm di Ullevalseter e 21’06 su quella di Poskitt.

Alle loro spalle ci sono il polacco, Jacek Czachor quarto oggi, e l’italiano Paolo Lucci, 6° di speciale che di sicuro oggi ha pensato non poco a Fabrizio Meoni – come d’altra parte tutti gli italiani presenti sulla corsa.

Paolo Lucci è di Castiglion Fiorentino, esattamente come Fabrizio, e proprio oggi, 11 gennaio, ricorrono i 15 anni dalla sua scomparsa, e la mancanza di questo grande campione italiano si sente ancora moltissimo nel mondo dei rally raid. Sorte avversa invece per alcuni piloti italiani: Franco Picco non è riuscito a prendere il via perché nella tappa precedente aveva perso il tappo dell’olio e la sua Yamaha era rimasta ferma in speciale con il motore kaput.

Rientrato al bivacco con il balai Franco non ha avuto il tempo di cambiare il motore e ripartirà quindi solo lunedì con la penalità forfettaria.

Brutta caduta per Maurizio Carenzio che ha riportato un trauma ad alcune costole e alla clavicola, ma vista la sua velocità – 140 km/h – al momento della caduta si può davvero dire che gli sia andata bene.

E infine Giovanni Gritti che è arrivato al traguardo sul cerchio della sua Honda dopo aver percorso oltre 170 km di speciale senza ruota posteriore e Davide Cominardi che è rimasto senza frizione poco dopo il via e ha dovuto raggiungere il bivacco via asfalto.

Oggi, domenica 12 gennaio, una giornata di riposo ben meritata a bordo Oceano Atlantico: una tappa di riposo che permetterà alla carovana dell’Africa Eco Race di riprendersi un po’ e prepararsi al passaggio della Mauritania, che avverrà lunedì con la sesta tappa.

INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Paolo Lucci:Non mi è piaciuta questa tappa, troppo veloce e brulla. Ho consumato moltissimo con la mia Husqvarna e dopo soli 110 chilometri mi si sono accese le spie della benzina per i serbatoi anteriori. Mi sono preoccupato non poco perchè ho sinceramente pensato di non farcela ad arrivare al rifornimento che era previsto al chilometro 250 circa”.

Paolo Caprioni:Ho avuto un problema con la pompa della benzina e mi sono fermato per sistemarlo. Quando sono ripartito però ho sbagliato nota e ho guardato quella precedente prendendo un CAP sbagliato e ho fatto dieci chilometri di più. A parte questo sono andato forte e ho recuperato diverse posizioni chiudendo 12° di tappa”.

Stefano Rossi:Ci siamo divertiti molto oggi e la nostra Nissan si è comportata benissimo. Voglio complimentarmi anche con Alberto Marcon, il mio navigatore perchè ha fatto un lavoro magnifico, senza mai un momento di incertezza e il ritmo all’interno”.