La campionessa dell’enduro Anna Sappino: ecco il mio sogno per il 2020…

Anna è una donna eclettica, abile a fare “gimcane” nella vita e l’endurista nei giorni di festa. La campionessa italiana 2019 Anna Sappino, otto volte tricolore, non è solo impegnata nei campi di gara dell’enduro, ma anche nella vita di tutti i giorni a fare la mamma, l’impiegata…
E’ un po’ complicato gestire tutto perché è vero che adoro andare in moto – ci spiega la fresca campionessa italiana di Enduro Lady – e appena posso scappo per i boschi a consumar miscela, ma a volte mi tocca fare la mamma, la moglie, la cuoca, la giardiniera, la spaccalegna, la postina, l’autista, la team manager… insomma non ho molto tempo per annoiarmi“.

La biellese Anna Sappino è una delle più grandi del motociclismo nazionale, per lei la moto è veramente evasione dalla routine ma anche passione pura e impegno per raggiungere obiettivi.

Anna, come è nato l’amore per la moto?

A.S.: “Ho iniziato a girare in moto nel ‘92, comprando una Yamaha da cross con i risparmi delle paghette perché i miei genitori non erano d’accordo. Dopo le prime scorribande, alcuni amici mi hanno convinta a fare la prima gara ad Asti e da allora non sono più scesa dalla sella. Qualche anno nel campionato italiano femminile, poi un brutto infortunio mi ha fermata per un lungo periodo. Stop forzato piuttosto doloroso, però ne ho approfittato per finire al meglio gli studi. Al rientro in moto, sono passata all’enduro, incominciando prima da semplice amatore per poi approdare alle gare più blasonate. Negli anni 2000 vinco sette titoli italiani, partecipo a diverse gare di Assoluti, una di mondiale e porto a termine tre ISDE, due vestendo la maglia della nazione.

Dal 2014, dopo la nascita di Mattia, poi ho rallentato il ritmo ma ancora mi alleno e gareggio nel campionato italiano e, a dire il vero, nel 2019 è arrivato anche l’ottavo titolo.

Dal 2013 porto avanti la prima squadra corse di Enduro tutta al femminile, la Lady Enduro Project che ad oggi conta una trentina di pilotesse, dalle più piccoline minienduriste, alle veterane delle ruote artigliate”.

A proposito del campionato italiano. E’ iniziato con due vittorie, poi la terza prova con qualche problema e in seguito ancora una vittoria che ha messo il suggello al titolo tricolore.
A.S.: “Bravo, ottimo riassunto! Diciamo che le prime due gare erano toste e io prediligo le situazioni un po’ difficili, dove l’esperienza può fare la differenza. Poi a dire il vero sono state le ragazzine a tirare fuori la grinta e a farmi sudare negli ultimi round! Prima Raissa (Terranova) e poi Raffaella (Cabini) mi hanno stupito e fatto tribolare fino all’ultima speciale, brave”.

Hai disputato anche altre gare?
A.S.: “Da qualche anno si svolge un appuntamento fisso in Francia dove si corre l’Endurose, una bellissima gara riservata alle donne. Quest’anno erano iscritte più di ottanta ragazze provenienti da mezza Europa e mi sono piazzata seconda assoluta, dietro Juliette Berrez”.

Parlaci della prossima stagione di gare.
A.S.: “Super obiettivo… per adesso sognare la Sei Giorni 2020… e, appena arriveranno dei sì…, lavorare duramente per arrivarci e fare bene”.

Quale o quali sono state le gare più belle del 2019?
A.S.: “Tutte belle… forse la più bella è stata la prima in Sardegna, perché correre là, è qualcosa di magico”!

C’è qualcosa che ti ostini a voler migliorare nel tuo stile di guida?
A.S.: “Si può sempre migliorare… basta lavorare sodo… quando mi alleno cerco di curare un po’ tutti gli aspetti di guida: tecnica, resistenza e velocità. Per portare a termine una gara, sono tutti elementi fondamentali”.

Chi sono i tuoi piloti preferiti?
A.S.: “A parte i mostri sacri dell’enduro…?

Quelli genuini, quelli che non se la tirano, quelli che hanno lavorato sodo per arrivare in cima (o lo stanno ancora facendo), quelli che ti danno un consiglio o una mano nel momento del bisogno… E per fortuna ce ne sono tanti”!

Il tuo sogno nel cassetto… una gara in particolare?
A.S.: “No, a dire il vero non ho strane idee che frullano in testa… non aspiro alla Dakar o roba del genere. Troppo per me. Vorrei poter partecipare a nuovi eventi, cambiare magari tipologia di gara, provare differenti avventure anche fuori dall’Italia. Il campionato italiano Under/Senior magari lo lascio disputare alle giovani leve, tocca a loro ora provare a dimostrare quanto valgono”.

Chi ti segue alle gare?
A.S.: “I ragazzi dell’ Altaserra, in particolare Alessandro Dario, il presidente”.

Devi rivolgere qualche ringraziamento?

A.S.: “Un sacco di gente, ovviamente…

Alessandro, per primo! Poi tutti gli sponsor e amici che sostengono me ed i progetti delle Ladies! I miei genitori, che mi hanno sempre appoggiata pur non vedendo di buon occhio la mia passione. Ed infine quel sant’uomo che mi sta accanto, Marco, che quando io scorrazzo in moto, lui rimane a casa a fare il babbositter. Grazie”.

Chi è Anna Sappino, campionessa italiana Enduro Lady 2019

Nata a “Biella (per una motociclista, non male come città natale)”.
Moto 2019: “Beta 200 2T – Moto 2020: “assolutamente Beta 200! Il dubbio rimane solo se 19 o 20…”!

Moto Club 2019: “Altaserra” – Moto Club 2020: “sempre Altaserra”.

Team 2019: “Lady Enduro Project Team 2020. Beh, cavallo vincente non si cambia”!

Classe: “Lady Senior”.

Situazione familiare? “Convivo ed ho un bimbo di 5 anni, Mattia”.

Oltre alle moto hai anche un lavoro nella vita di tutti i giorni? “Impiegata”.

Quando si toglie tuta e casco, chi è Anna Sappino nella vita privata (cosa fai, quali altri hobby hai, sei sposata, hai dei figli, hai altri amiche motocicliste …eccetera)?

Qui è un po’ complicato… adoro andare in moto ed appena posso scappo per i boschi a consumar miscela… ma a volte mi tocca fare la mamma, la moglie, cuoca, giardiniera, spaccalegna, postina, autista, team manager… insomma non ho molto tempo per annoiarmi”.

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