E’ il valdarnese “Cippa” il meccanico dell’anno del mondiale motocross

E’ un giovane tecnico valdarnese il “meccanico dell’anno” del campionato mondiale di motocross. Parliamo del trentenne Luigi Rossini, universalmente noto come “Cippa”, che ha ricevuto il premio ad Assen, in Olanda, in occasione del gran galà che chiude la stagione iridata, in concomitanza con Motocross delle Nazioni, mondiale per squadre nazionali. Ad ufficializzare l’investitura sono stati la Youthstream, multinazionale che gestisce il campionato, e la Federazione Internazionale Motociclistica.

Nonostante la giovane età, Cippa può vantare già un lungo e prestigioso curriculum. Tutto nasce però da una straripante passione giovanile … e da un infortunio! “Andavo in moto – racconta Luigi – ma, a 13 anni, ebbi un incidente in cui riportai la frattura dell’omero del braccio sinistro ma soprattutto una lesione del nervo radiale che mise addirittura in dubbio la ripresa della mobilità della mano. Fu allora che mi concentrai totalmente sulla mia passione, la meccanica. La mattina andavo a scuola – si è diplomato, ammette con poca gloria, all’Istituto Alberghiero, n.d.r. – e poi mi precipitavo dal mio amico d’infanzia Giulio Ferri; insieme saltavamo a bordo di un Ape 50 e correvamo a Levane da Corrado Maddii, per gustare il fascino di un’officina “vera”. Il sabato e la domenica, con ogni mezzo, seguivo tutte le gare possibili; Giulio era anche un buon pilota, era iscritto al Moto Club Brilli Peri, io gli facevo da meccanico e vincemmo qualche campionato regionale. Intanto continuavo a frequentare l’officina di Corrado Maddii, che ci aveva messo a disposizione una stanza per lavorare, e nacque l’amicizia con il figlio Marco, giovane e talentuoso pilota, legame che si è rinforzato e tuttora dura”.

Fu proprio il patron del Team Maddii a far si che il sogno di Cippa si concretizzasse: “Un giorno, avevo 17 anni, Corrado mi chiese se fossi stato disposto a lavorare con loro, mi sembrava di toccare il cielo con un dito, mi propose una settimana di prova, al termine dei sette giorni non mi disse nulla e per cinque anni sono stato nella squadra, sia come meccanico d’officina che di gara, seguendo, tra l’altro, proprio Marco nel mondiale”.

Nel 2011 volevo andare alla ricerca di nuovi stimoli, in un team ufficiale, e mandai in giro un po’ di curriculum: dovete sapere che, nell’ambiente, l’officina di Maddii è considerata l’università dei meccanici, una scuola che ti forma sia tecnicamente sia psicologicamente. Lavorare con i Maddii è dura, non tutti resistono, c’è chi molla, ma Corrado è capace di trasmetterti una determinazione incredibile, dopo aver fatto esperienza con loro, niente ti fa più paura”.

Così Rossini approdò alla corte di un altro “monarca” del motocross, Michele Rinaldi. Strani incroci del destino: Rinaldi, primo pilota a vincere un GP iridato nel 1980, proprio al Miravalle di Montevarchi; Rinaldi, l’eterno rivale di Maddii, quello che nel 1984, gli soffiò proprio sotto il naso un titolo mondiale che sembrava ormai vinto.

Mi ritrovai, poco più che ventenne, in un ambiente cosmopolita, pieno di tecnici esperti, ma dopo essere stato formato da quella “macchina da guerra” che è Corrado, mi inserii rapidamente, senza timori né imbarazzo”.

Oggi Cippa è ancora con Rinaldi, quest’anno ha seguito il pilota svizzero Jeremy Seewer nel Team Monster Energy Yamaha Factory, contribuendo al suo secondo posto nel mondiale MXGP. Poi, veramente a sorpresa, è arrivata questa investitura, con un risvolto curioso: “Gli organizzatori si sono rivolti al team per sapere quale fosse il mio nome completo, essendo io da tutti conosciuto solo come Cippa. Ebbene, questo soprannome mi è stato affibbiato proprio da Corrado Maddii che un giorno, mentre giocavo con Marco, non ricordando il mio nomignolo di allora (Cicciuzzo), mi ribattezzò così”.

Oggi Cippa trascorre molti mesi all’anno lontano da casa, tra le trasferte per il mondiale, le sessioni di prove ed allenamenti e l’attività in officina, presso la factory di Langhirano (Parma). “Ma appena posso, scappo in Valdarno dove mi divido tra i miei genitori, la mia ragazza e casa Maddii: perché almeno un caffè, da Marco, anche quando sto solo poche ore, passo a prenderlo. Siamo troppo amici, i Maddii per me sono una seconda famiglia, il richiamo del motociclismo di casa (Montevarchi, il Moto Club, la pista di Miravalle) si fa sentire e reclama la sua parte”!

Ogni anno – confessa Cippa, orgoglioso del suo “titolo mondiale” ma sempre realista – ricevo nuove offerte da altri team del mondiale ma se dovessi cambiare lo farei solo per tornare da Corrado”.

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