Motor Bike Expo cala il poker d’assi con i suoi espositori italiani

All’Arneitz Village di Faaker See (Austria), è andato in scena il tradizionale Bike Show organizzato da Custom Chrome Europe in cui i migliori preparatori del continente si contendono i titoli per le più belle Harley-Davidson d’Europa.
Tanti i premi raccolti dai rappresentanti della scuola italiana che hanno sbancato l’edizione 2019 dell’European Bike Week, immancabile appuntamento di settembre, inserito nel tour mondiale degli eventi Harley-Davidson.
Come di consueto, non poteva mancare il naturale gemellaggio con Motor Bike Expo, evento di ri-ferimento per il panorama custom mondiale la cui prossima edizione è in calendario dal 16 al 19 gennaio 2020, a Verona.
All’interno del villaggio, MBE ha allestito un’hospitality per i visitatori ed esposto, a turno, numerose special dei migliori preparatori del mondo come le bellissime bagger di Fred e Len Kodlin, la Bien-nale di Radikal Chopper e la Kraken di Asso Special Bike, solo per citarne alcune.
Gli appassionati di Custom hanno potuto così vedere da vicino queste opere, scambiando con i preparatori opinioni e idee in un clima di relax e confidenza come in poche altre occasioni accade.

Gallery Motorcycles di Brescia vince la categoria Championship.
“La più bella d’Europa” è la Deeva creata da Mirko Perugini alias Gallery Motorcycles, preparatore di Nuvolento (Brescia), noto per le sue costruzioni a stile libero. Difficile, infatti, categorizzare la sua H-D che monta un motore 1.000cc bicilindrico J del 1920 e che adotta sia soluzioni vintage che moderne in un mix esemplare che l’ha portata a strappare a tutti il 1° posto nella Championship Class.
La moto di Mirko Perugini si era fatta notare già a gennaio, durante l’edizione 2019 del Motor Bike Expo di Verona: oltre alla nomination nell’esclusiva TOP 10 dell’MBE Award, aveva raccolto il premio di Lowride per la categoria Freestyle ed era stata selezionata per un tour in Asia come “Greatest bike” da Suryanation Motorland. Da li in avanti un susseguirsi di meritati successi, rac-cogliendo anche il “Best in Show” all’European HOG Rally in Portogallo.

Hazard Motorcycle di Bergamo vince il premio Jammer Old School.
Enorme la soddisfazione anche per Matteo Fustinoni, in arte Hazard Motorcycle, che nella sua of-ficina di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, ha realizzato La Veloce: un dragster vecchio stile, ispirato alle opere di Arlen Ness, che ha ammaliato i giudici in Austria, “costretti” ad assegnarle il primo posto nella categoria, oltre ad un prezioso secondo posto nel bike show della Casa madre Harley Davidson. Classe old school con un podio tutto italiano che vede Radikal Chopper e Mom’s Worry rispettivamente al secondo e terzo posto.
Anche La Veloce ha ricevuto le attenzioni del pubblico internazionale del Motor Bike Expo, a gen-naio, ottenendo due premi da Suryanation, un riconoscimento Freestyle dalla rivista Lowride e la speciale menzione da parte del maestro Shinya Kimura, ospite d’onore a Verona.
In estate la stessa moto ha ottenuto il premio Best in Show alla Bikerfest di Lignano, valevole come pass per i Campionati mondiali AMD.

Biker Sheriff di Treviso vince il premio Bagger e Sportster Engine.
Per il secondo anno consecutivo Biker Sheriff si aggiudica il primo posto nella categoria Bagger, con la sua Hydro, bissando non solo l’edizione 2018 ma anche lo stesso premio ricevuto a Motor Bike Expo a gennaio, segno che, secondo le giurie internazionali, si tratta davvero della miglior bagger del 2019. I ragazzi di Treviso, per l’esattezza Cimavilla, raccolgono anche un bel secondo posto nella categoria Sportster Engine con la loro H-D Abyss.

Due premi anche per Asso Special Bike di Lecco.
Doppio riconoscimento anche per l’evergreen Asso che, dopo quarant’anni di attività, rimane indiscutibilmente uno dei Top Customizer del panorama mondiale, piazzandosi al 2° posto nella categoria RevTech Performance con la con la Krachen e al 3° per la categoria Modified Harley con la Turbo Special.

L’edizione 2019 della European Bike Week sottolinea come la “Custom Culture” in Italia sia florida e proponga pezzi di qualità assoluta, capaci, ancora dopo anni, di incantare il mondo. Una convinzione, più che una speranza, che fa guardare al futuro con orgoglio e coraggio.

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